Il mercato immobiliare europeo entra nel 2026 con fondamenta più solide rispetto agli ultimi anni.
Dopo il difficile periodo 2022-2024, caratterizzato dall’aumento dei tassi di interesse, gli indicatori segnalano finalmente una ripresa strutturale. Per chi sta valutando investimenti immobiliari nel 2026, questa analisi fornisce dati concreti, previsioni di settore e opportunità da cogliere.
I volumi transazionali sono cresciuti del 13% nel 2025, con un quarto trimestre particolarmente dinamico che ha toccato gli 86 miliardi di euro – il risultato migliore dal Q1 2022. Ma quali sono i settori più promettenti? Dove conviene investire? E quali rischi considerare?
In questa guida approfondiremo:
- Il contesto macroeconomico
- I 5 settori immobiliari da monitorare
- Opportunità per l’investitore italiano
- Rischi e considerazioni
- Domande frequenti
Il contesto macroeconomico
Tassi BCE al 2%
La Banca Centrale Europea ha riportato l’inflazione all’obiettivo del 2% e si prevede manterrà il tasso stabile per tutto il 2026. Questa stabilità è fondamentale per il mercato immobiliare europeo: riduce l’incertezza, rende prevedibili i costi di finanziamento e permette alle società di pianificare investimenti a lungo termine.
⚠️ Attenzione: i rendimenti a lungo termine (come il Bund decennale) potrebbero salire verso il 3%. Tuttavia, il contesto generale rimane decisamente più favorevole rispetto al 2022-2023.
Condizioni di finanziamento ai minimi dal 2021
Gli spread obbligazionari del settore immobiliare europeo sono scesi a 89 punti base, appena 15pb sopra i minimi quinquennali. Questo si traduce in:
- Costi di finanziamento più bassi per le società immobiliari.
- Maggiore liquidità nel mercato.
- Rendimenti all-in intorno al 3,6%, contro il 4,4% della media 2022-2024.
Per gli investitori, questo significa società più solide e distribuzione di dividendi più sostenibili.
I 5 settori immobiliari da monitorare nel 2026
1. Residenziale
- Volume transazioni 2025: 53 miliardi di euro (22% del totale).
- Previsione crescita affitti: 3-4% annuo.
- Tasso di occupazione: 95%+ nella maggior parte dei mercati.
Il settore residenziale mantiene la leadership per il terzo anno consecutivo. I driver strutturali sono solidissimi:
✅ Domanda strutturale superiore all’offerta – La carenza abitativa persiste in tutta Europa.
✅ Demografia favorevole – Crescita delle famiglie monocomponente e invecchiamento popolazione.
✅ Nuove costruzioni limitate – Pipeline di sviluppo contenuta.
✅ Tassi di occupazione stabili sopra il 95% – Rischio vacancy quasi azzerato.
Mercati più interessanti: Germania (nonostante il rallentamento 2025), Paesi Bassi, Spagna, Italia (grandi città).
2. Logistica
- Crescita affitti 2025: +5,2% (la più alta tra tutti i settori).
- Previsione 2026: Stabilizzazione domanda, assorbimento netto positivo.
Il settore logistico ha vissuto un boom durante il COVID grazie all’e-commerce. Nel 2026 ci aspettiamo:
- Normalizzazione della domanda dopo il picco pandemico.
- Riduzione graduale della nuova offerta.
- Trend favorevoli: near-shoring, spesa difesa, delocalizzazione supply chain asiatiche verso Europa.
⚠️ Attenzione: La vacancy è salita leggermente nel 2025 per incertezze macroeconomiche.
3. Uffici
- Compressione rendimenti 2025: -11 punti base (la maggiore tra tutti i settori).
- Scenario 2026: Miglioramento graduale del sentiment, ma con forte polarizzazione.
Gli uffici rappresentano l’opportunità più complessa del 2026.
Segmento PRIME (Classe A, ESG-compliant, location premium):
✅ Domanda superiore all’offerta.
✅ Rendimenti in compressione.
✅ Crescita affitti robusta.
✅ Completamenti nuovi in calo.
Segmento SECONDARIO:
⚠️ Vacancy elevata e persistente.
⚠️ Rischio obsolescenza (edifici non sostenibili).
⚠️ Pressione sui prezzi.
✅ Società ben posizionate: Gecina (Parigi), grandi player con portafogli prime.
⚠️ Società a rischio: Castellum, Icade, Aroundtown (maggiore esposizione a mercati deboli).
Strategia: Investire solo su uffici prime, evitare classe B e C.
4. Retail
- Previsione crescita vendite retail: 1,8% medio annuo fino 2030.
- Focus: Retail premium e centri commerciali di qualità.
Il retail immobiliare mostra resilienza:
- Fiducia consumatori in graduale miglioramento.
- Inflazione alimentare in rallentamento.
- Domanda concentrata su location premium.
✅ Beneficiari principali: Klepierre, Unibail (grandi landlord con asset di qualità).
⚠️ Da evitare: Retail secondario e centri commerciali periferici.
5. Healthcare e Data Center
- Healthcare: Record trimestrale nel Q4 2025 con 15,8 miliardi di euro.
- Data Center: Crescente interesse con la digitalizzazione.
Questi settori rappresentano opportunità di diversificazione dal residenziale/uffici tradizionali:
- Flussi di cassa prevedibili (contratti long-term nel healthcare).
- Domanda strutturale legata a invecchiamento popolazione (healthcare) e AI (data center).
- Barriere all’entrata elevate.
Opportunità per l’investitore italiano
Mercati geografici da seguire
Secondo i dati 2025, i Paesi che hanno mostrato una crescita più forte sono:
- Spagna (+forte crescita volumi).
- Italia (+crescita solida, spinta da Milano, Roma).
- Paesi Bassi (+domanda residenziale strutturale).
- Svezia (+ripresa dopo correzione 2023-24).
⚠️ Francia e Germania hanno sorprendentemente rallentato nel 2025 – monitorare sviluppi politici/fiscali.
Come posizionarsi nel 2026
Per l’investitore retail:
- REIT e fondi immobiliari quotati – Accesso diversificato con liquidità.
- Crowdfunding immobiliare – Ticket d’ingresso accessibili su progetti specifici.
- Fondi chiusi residenziali – Esposizione al settore più stabile.
Per l’investitore istituzionale/HNWI:
- Club deal su residenziale prime – Rendimenti 4-6% con rivalutazione.
- Value-add su uffici da riqualificare – Opportunità per player esperti.
- Healthcare/senior living – Diversificazione demografica.
Rischi e considerazioni per il 2026
Rischi macroeconomici
❌ Inflazione sticky: Potrebbe costringere la BCE a rialzare tassi.
❌ Tensioni geopolitiche: Impatto su sentiment e supply chain.
❌ Recessione europea: Scenario non base, ma possibile.
Rischi di settore
❌ Uffici classe B/C: Rischio obsolescenza strutturale
❌ Overleveraged companies: Alcune società nordiche sono ancora fragili (Balder, Heimstaden Bostad).
❌ Oversupply localizzato: Es. residenziale in Finlandia.
Metriche da monitorare
📊 Interest Coverage Ratio (ICR): Capacità di servire il debito.
📊 Loan-to-Value (LTV): Livello di indebitamento.
📊 Net Debt/EBITDA: Sostenibilità finanziaria.
📊 Occupancy rate: Qualità degli asset.
Soglie di attenzione:
- LTV > 50%.
- ICR < 2x.
- Net Debt/EBITDA > 12x.
Il mercato immobiliare europeo nel 2026 offre opportunità concrete per investitori. La stabilizzazione dei tassi, il miglioramento della liquidità e i fondamentali solidi (specie nel residenziale) creano un contesto favorevole.
Tuttavia, la selettività è fondamentale: non tutti i settori performeranno allo stesso modo. Residenziale, logistica e healthcare rimangono le scelte più sicure, mentre gli uffici richiedono un approccio molto selettivo (solo prime).
Domande frequenti
Conviene investire nel mercato immobiliare europeo nel 2026?
Sì, il contesto è il più favorevole dal 2021: tassi stabilizzati, spread ai minimi, volumi in crescita. Il residenziale offre il miglior rapporto rischio/rendimento.
Quali rendimenti aspettarsi dagli investimenti immobiliari?
- Residenziale: 4-6%.
- Logistica: 5-7%.
- Uffici prime: 4-5%.
- Healthcare: 5-6%.
È meglio investire in Italia o all’estero?
L’Italia offre opportunità interessanti nelle grandi città (Milano, Roma, Bologna). Diversificare geograficamente riduce i rischi paese.
Quali sono i settori da evitare?
Uffici classe B/C, retail secondario, mercati con oversupply (es. residenziale Finlandia).
Come proteggersi dall’inflazione?
Il real estate è tradizionalmente un hedge inflattivo grazie all’indicizzazione dei contratti. Preferire asset con contratti indicizzati.
Fonti:
- CBRE Market Research 2025-2026
- INREV Capital Growth Index
- Bloomberg Real Estate Sector Analysis
- European Central Bank Policy Reports













