26 Novembre 2025

Mercato immobiliare 2025: domanda in forte crescita, offerta in difficoltà. L’analisi FIMAA-Confcommercio

L’ultima Indagine FIMAA-Confcommercio sul mercato immobiliare residenziale italiano fotografa un 2025 dinamico, vivace, ma attraversato da un crescente divario tra ciò che cercano gli acquirenti e ciò che effettivamente viene messo sul mercato. Un disequilibrio ancora più evidente nel settore delle locazioni, dove la pressione della domanda continua ad aumentare mentre l’offerta fatica a tenere il passo.

Un contesto che rende sempre più centrali i temi della sicurezza, della tutela e della gestione del rischio, soprattutto per i proprietari che desiderano continuare ad affittare in un mercato che cambia velocemente.

Compravendite in aumento, ma l’offerta rallenta

Secondo FIMAA, nel 2025 le compravendite cresceranno del 4,5%, superando le 750.000 transazioni annue. Anche i prezzi mostrano un andamento positivo, con un incremento medio previsto del 3,9%.

La domanda di acquisto è solida e continua a crescere:

  • nel 29,4% dei casi risulta in aumento (un anno fa era appena al 9,7%),
  • mentre diminuisce la quota di chi segnala una domanda stabile o in calo.

Il vero punto critico riguarda invece l’offerta:

  • solo l’8,7% degli operatori registra un aumento delle abitazioni disponibili,
  • mentre il 43,2% segnala una riduzione dell’offerta, un dato in peggioramento rispetto al 2024.

Secondo Santino Taverna, Presidente FIMAA, servono interventi mirati: rigenerazione urbana, efficientamento energetico, iter autorizzativi più rapidi e incentivi selettivi per riportare sul mercato immobili ristrutturati e accessibili.

Locazioni: canoni in crescita e offerta in contrazione

Il quadro del mercato delle locazioni è ancora più marcato. L’indagine segnala:

  • +4,7% la crescita dei canoni per il 2025 (in accelerazione rispetto al +4,6% del semestre precedente).
  • +0,1% la variazione del numero di nuovi contratti rispetto al 2024: un dato sostanzialmente stabile, che però nasconde un aumento della domanda e una riduzione dell’offerta.

Nel secondo quadrimestre 2025:

  • la domanda cresce nel 74,2% dei casi,
  • mentre l’offerta diminuisce per il 63,3% degli operatori interpellati.

Un disequilibrio che si traduce in canoni più alti e in una maggiore difficoltà per gli inquilini nella ricerca di soluzioni disponibili.

Le previsioni per la fine del 2025

Gli operatori FIMAA confermano i trend osservati:

Domanda

Il 67% prevede un ulteriore aumento nell’ultima parte dell’anno.

Offerta

Il 53,3% pensa che diminuirà ancora. Mentre solo il 10% si attende un miglioramento.

Canoni

Il 61,5% degli operatori prevede ulteriori aumenti, il 35% stabilità, solo il 3,5% un calo.

Contratti

Per il 58% i volumi resteranno stabili; per il 32% diminuiranno.

La tendenza: più contratti flessibili e maggiore richiesta di tutele

Secondo Andrea Oliva, coordinatore dell’Ufficio Studi FIMAA, il mercato si sta spostando verso contratti più flessibili:

  • –2% i contratti ordinari a lungo termine,
  • +3,3% i contratti concordati,
  • +9,5% quelli per studenti.

Il segmento studenti è quello che registra gli aumenti più significativi anche nei canoni (+5,3% annuo).

Tutto questo conferma un elemento chiave: i proprietari sono sempre più cauti nel mettere a reddito i propri immobili, soprattutto a causa della percezione di scarsa tutela e di rischi elevati legati alla morosità, alle lungaggini giudiziarie e ai costi imprevisti.

Oliva sottolinea la necessità di misure semplici e stabili: incentivare il canone concordato, rafforzare la cedolare secca, introdurre micro-incentivi fiscali per chi ristruttura e affitta a canoni calmierati e favorire partenariati pubblico-privati, soprattutto nel settore delle residenze universitarie.

Cosa significa tutto questo per i proprietari

Il 2025 si conferma un anno di forte domanda e canoni in crescita, ma anche di maggiore complessità gestionale per chi affitta. In particolare:

  • più domanda → più richieste e più opportunità;
  • meno offerta → maggiore concorrenza tra gli inquilini, ma anche rischio di scelte affrettate;
  • canoni in rialzo → maggiore redditività, ma anche maggiore attenzione delle istituzioni;
  • contratti più flessibili → più mobilità, ma anche più necessità di protezione.

In uno scenario dove aumenta la richiesta di case in affitto, ma diminuisce la disponibilità dei proprietari a concederle, qualsiasi soluzione che permetta di affittare in sicurezza, tutelare i canoni e ridurre i costi imprevisti diventa sempre più strategica.

Fonte: Indagine FIMAA-Confcommercio

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