Focus sul real estate europeo tra ripresa e divergenze nazionali
Il 2026 si apre con segnali concreti di rafforzamento per il mercato immobiliare commerciale europeo. Secondo l’analisi del Team Research di Dils, nel primo trimestre dell’anno gli investimenti nei principali mercati europei hanno raggiunto 38,5 miliardi di euro, in crescita del +16% su base annua.
Un dato che conferma la ripresa del settore dopo le fasi di rallentamento degli ultimi anni, ma che evidenzia anche un mercato ancora fortemente eterogeneo: alcuni Paesi accelerano in modo deciso, altri restano stabili o mostrano maggiore prudenza.
In questo scenario, emergono tre elementi chiave:
- la crescita della Spagna;
- la solidità del Regno Unito;
- la stabilità (ma non crescita) di Italia e Germania.
Europa in crescita: +16% nel primo trimestre 2026
Nel complesso, il mercato immobiliare commerciale europeo mostra un primo trimestre positivo, con volumi in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025.
I numeri principali:
- 38,5 miliardi € di investimenti totali in Europa.
- +16% crescita annua.
- ripresa guidata soprattutto da living e settori alternativi.
- aumento selettivo della fiducia degli investitori.
Il quadro generale è quello di una ripresa “a velocità differenziate”: il capitale torna a investire, ma si concentra su mercati più dinamici e asset class più resilienti.
Spagna protagonista della ripresa: +53% e 6,4 miliardi di investimenti
Tra i mercati più dinamici spicca la Spagna, che nel Q1 2026 ha registrato 6,4 miliardi di euro di investimenti, con una crescita del +53% su base annua.
Un dato che conferma il ruolo del Paese come uno dei principali hub immobiliari europei, grazie a:
- forte attrattività per investitori internazionali;
- dinamismo del settore living;
- solidità della domanda urbana;
- contesto regolatorio percepito come competitivo.
La Spagna si conferma quindi uno dei mercati più aggressivi in termini di crescita, consolidando un trend già evidenziato negli ultimi trimestri.
Regno Unito stabile ma forte: 12,5 miliardi (+25%)
Il Regno Unito rimane il primo mercato europeo per volumi, con 12,5 miliardi di euro investiti nel Q1 2026, in crescita del +25%.
Nonostante le incertezze macroeconomiche, il mercato britannico continua ad attrarre capitale grazie a:
- profondità del mercato;
- liquidità elevata;
- forte presenza di investitori istituzionali;
- centralità di Londra come hub finanziario.
Italia e Germania: crescita stabile ma senza accelerazione
Nel gruppo dei grandi mercati europei, Italia e Germania mostrano un profilo più prudente.
- Italia: 2,8 miliardi di euro
- Germania: 8,9 miliardi di euro
Entrambi i mercati chiudono il trimestre con volumi positivi, ma sostanzialmente stabili.
Questo dato segnala una fase di attesa da parte degli investitori, che continuano a guardare ai fondamentali ma restano più selettivi nelle decisioni di allocazione del capitale.
Per l’Italia, in particolare, il messaggio è chiaro: il mercato è solido, ma non ancora in grado di intercettare pienamente i flussi di capitale che si stanno riallocando in Europa.
Settori trainanti: living e alternative guidano la ripresa
A livello settoriale, la ripresa è guidata principalmente da due segmenti:
- Living
- Alternative assets
Questi comparti beneficiano di:
- domanda strutturale abitativa;
- scarsità di offerta in molte città europee;
- maggiore resilienza rispetto ai cicli economici.
In particolare:
- i Paesi Bassi registrano forte crescita grazie al living;
- la Germania è sostenuta dal segmento alternatives;
- il settore uffici mostra una ripresa graduale (+15% su base annua), ma ancora disomogenea.
Al contrario, retail, hospitality e logistica mostrano performance più deboli, riflettendo un atteggiamento ancora prudente da parte degli investitori.
Il quadro macro: Europa percepita come porto sicuro
In uno scenario geopolitico ancora incerto, l’Europa continua a essere percepita come una delle destinazioni più stabili per gli investimenti immobiliari globali.
Tuttavia, il contesto resta complesso:
- inflazione potenzialmente in risalita;
- tensioni sulle supply chain energetiche;
- possibile pressione sui tassi di interesse;
- stabilizzazione dei rendimenti immobiliari.
Questi fattori contribuiscono a mantenere un approccio selettivo da parte degli investitori istituzionali.
Residenziale e mercati occupier: domanda resiliente ma selettiva
Anche i mercati occupier e residenziali mostrano un andamento positivo ma differenziato.
Nel segmento uffici:
- domanda concentrata su asset prime;
- forte attenzione ai criteri ESG;
- crescita dei canoni per immobili di qualità.
Nel residenziale:
- prezzi in aumento nella maggior parte delle città europee;
- domanda sostenuta;
- offerta ancora limitata;
- condizioni di finanziamento stabilizzate dopo i tagli dei tassi del 2024.
Cosa significa per il mercato italiano
Il dato più rilevante per il mercato italiano non è solo la crescita complessiva europea, ma la redistribuzione dei capitali.
La Spagna accelera, il Regno Unito consolida, mentre l’Italia resta stabile.
In questo contesto emerge una dinamica chiave: il capitale sta cercando mercati più reattivi e strumenti più efficienti per essere allocato.
Per l’Italia, questo significa una necessità crescente di:
- maggiore attrattività degli strumenti immobiliari;
- innovazione nei modelli di investimento;
- maggiore liquidità nel settore residenziale e locativo.
Un’Europa che riparte, ma non in modo uniforme
Il primo trimestre 2026 conferma una ripresa del mercato immobiliare europeo, ma con forti differenze tra Paesi.
- Europa: 38,5 miliardi € (+16%)
- Spagna: +53%
- Regno Unito: +25%
- Italia e Germania: stabilità
Il messaggio è chiaro: il mercato sta ripartendo, ma il capitale non si distribuisce in modo uniforme.
Per Paesi come l’Italia, la sfida non è solo intercettare la ripresa, ma riuscire a trasformarla in crescita strutturale attraverso strumenti più evoluti di gestione e valorizzazione degli asset immobiliari.
Fonte: Dils, Mercato immobiliare commerciale europeo Q1 2026












