A pochi giorni dalla riunione BCE dell’11 giugno, i tassi di riferimento del mercato mutui italiani si muovono in salita. L’Euribor a 3 mesi ha chiuso la prima settimana di giugno al 2,31%, l’Eurirs a 20 anni è al 3,28%, in aumento di circa 30-40 punti base rispetto ai livelli di fine aprile. È il segnale che il mercato ha già anticipato il rialzo BCE di mezzo punto atteso entro fine anno, e che le banche stanno aggiornando di conseguenza i listini dei nuovi mutui.
📌Questa pagina rappresenta il punto di riferimento di Rent2Cash per l’andamento dei tassi Eurirs ed Euribor. Viene aggiornata periodicamente con i valori più recenti e con approfondimenti sulle dinamiche di mercato che influenzano il costo dei mutui in Italia.
Cos’è l’Euribor
L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse al quale le principali banche europee si prestano denaro tra loro per scadenze brevi, ossia da una settimana a dodici mesi. Viene calcolato e pubblicato ogni giorno lavorativo dall’European Money Markets Institute (EMMI) sulla base delle quotazioni di un panel di banche di riferimento.
Per il mercato italiano dei mutui, l’Euribor è il riferimento principale per i mutui a tasso variabile. Le scadenze più usate sono l’Euribor a 1 mese, a 3 mesi e a 6 mesi. Il tasso applicato al mutuo è dato dalla somma dell’Euribor di riferimento più uno spread bancario che ogni istituto stabilisce in base al proprio costo del funding e al rischio di credito del cliente.
L’Euribor reagisce rapidamente alle decisioni di politica monetaria della BCE: un rialzo dei tassi BCE si traduce tipicamente in un aumento dell’Euribor di entità simile nelle settimane immediatamente successive.
Cos’è l’Eurirs (o IRS)
L’Eurirs (Euro Interest Rate Swap) è il tasso di riferimento per gli interest rate swap denominati in euro, contratti finanziari con cui due controparti si scambiano flussi di interesse calcolati su importi nominali identic, ma con basi diverse, tipicamente tasso fisso contro tasso variabile. I valori Eurirs sono calcolati e pubblicati ogni giorno lavorativo per scadenze che vanno da 1 a 50 anni.
Per il mercato italiano dei mutui, l’Eurirs è il riferimento principale per i mutui a tasso fisso. Le banche calcolano il TAN (Tasso Annuo Nominale) del mutuo fisso sommando l’Eurirs della scadenza corrispondente alla durata del mutuo (10, 15, 20, 25 o 30 anni) più uno spread bancario.
A differenza dell’Euribor, l’Eurirs incorpora le aspettative dei mercati sui tassi di interesse di lungo periodo: inflazione attesa, politica monetaria futura, premio per il rischio. Per questo i tassi Eurirs si muovono prima delle decisioni BCE: quando il mercato prezza un ciclo di rialzi, gli Eurirs salgono nelle settimane prima della decisione, anche se la BCE non ha ancora mosso i tassi ufficiali.
Euribor: valori aggiornati di giugno 2026
I valori dell’Euribor aggiornati alla prima settimana di giugno 2026 (rilevazioni al 5 giugno 2026):
| Scadenza Euribor | Valore al 5 giugno 2026 | Variazione vs 1 maggio 2026 |
|---|---|---|
| Euribor 1 mese | 2,009% | +0,03% |
| Euribor 3 mesi | 2,312% | +0,05% |
| Euribor 6 mesi | 2,584% | +0,08% |
| Euribor 12 mesi | 2,842% | +0,12% |
L’andamento mostra una salita progressiva su tutte le scadenze, più marcata sulle scadenze lunghe tra 6 e 12 mesi che incorporano di più le aspettative sui rialzi BCE attesi nei prossimi mesi. L’Euribor 3 mesi, riferimento più usato per i mutui variabili italiani, è atteso in area 2,5%-2,6% entro fine 2026 se la BCE procede con i due rialzi attesi (giugno e settembre).
Eurirs: valori aggiornati di giugno 2026
I valori dell’Eurirs aggiornati al 3 giugno 2026:
| Scadenza IRS | Valore al 3 giugno 2026 |
|---|---|
| IRS 10 anni | 3,07% |
| IRS 15 anni | 3,23% |
| IRS 20 anni | 3,28% |
| IRS 25 anni | 3,25% |
| IRS 30 anni | 3,21% |
L’Eurirs 20 anni (riferimento più usato per i mutui prima casa a tasso fisso italiani) si attesta al 3,28%, in salita di circa 30-40 punti base rispetto ai livelli di fine aprile 2026, allora vicini al 2,90%-3,00%. La curva è leggermente invertita sulle scadenze lunghe (IRS 30A al 3,21% sotto IRS 20A al 3,28%), un segnale che i mercati prezzano una normalizzazione dell’inflazione nel medio-lungo periodo dopo l’attuale fase di picco.
L’incremento degli Eurirs sta già impattando i listini dei mutui fissi delle principali banche italiane: il TAEG medio per nuovi mutui prima casa a 20 anni, che a marzo 2026 Banca d’Italia rilevava al 3,81%, si colloca nelle ultime settimane tra il 3,90% e il 4,15% in base al profilo del richiedente e all’istituto.
Come Eurirs ed Euribor influenzano i mutui italiani
L’impatto su chi ha o sta valutando un mutuo è differente a seconda della tipologia.
Mutui a tasso variabile e Euribor
Per i mutui a tasso variabile, il TAN è dato dall’Euribor di riferimento, tipicamente 3 mesi, più lo spread bancario. Ogni movimento dell’Euribor si traduce automaticamente in una variazione della rata mensile, con cadenza trimestrale tipica.
Un esempio numerico: per un mutuo a tasso variabile da 200.000 euro a 20 anni residui con spread 1,50%:
- Tasso effettivo attuale: Euribor 3M 2,31% + 1,50% = 3,81%, rata circa 1.198 euro/mese.
- Scenario rialzo di 25 punti base BCE (Euribor 3M a ~2,56%): tasso 4,06%, rata circa 1.222 euro/mese (+24 euro/mese, +288 euro/anno).
- Scenario doppio rialzo di 50 punti base BCE (Euribor 3M a ~2,81%): tasso 4,31%, rata circa 1.247 euro/mese (+49 euro/mese, +588 euro/anno).
Mutui a tasso fisso e Eurirs
Per i mutui a tasso fisso già in essere, l’andamento dell’Eurirs non ha alcun effetto: il tasso è bloccato per tutta la durata del contratto al valore stabilito al momento della stipula.
Per chi sta stipulando un nuovo mutuo a tasso fisso, l’aumento dell’Eurirs si traduce direttamente in offerte bancarie più costose. Esempio per un mutuo da 200.000 euro a 20 anni con spread 0,40%:
- Tasso effettivo attuale: Eurirs 20A 3,28% + 0,40% = 3,68% (banche con spread aggressivi possono offrire condizioni migliori), rata circa 1.180 euro/mese.
- Tasso 12 mesi fa (Eurirs 20A 2,80% + 0,40% = 3,20%): rata era circa 1.131 euro/mese.
- Differenza su 20 anni: chi stipula oggi rispetto a 12 mesi fa paga circa 49 euro/mese in più, 11.760 euro in più sull’intera durata del mutuo.
Per chi sta valutando una surroga
Per chi ha un mutuo a tasso variabile in essere e sta valutando di passare al tasso fisso tramite surroga, la finestra per agire si sta restringendo. Più tempo passa, più gli Eurirs salgono, più costoso diventa il tasso fisso offerto in surroga.
La decisione va valutata caso per caso considerando: tasso variabile attuale, tasso fisso disponibile a surroga, durata residua del mutuo, costi accessori (azzerati per legge sulla prima casa), aspettative individuali sulla durata del ciclo di rialzi BCE.
Le attese per la riunione BCE dell’11 giugno
La riunione del consiglio direttivo BCE di mercoledì-giovedì 11 giugno 2026 è ormai il principale driver dei movimenti recenti su Euribor ed Eurirs. I mercati prezzano integralmente un rialzo di 25 punti base, con il tasso sui depositi che salirebbe dal 2% al 2,25%. Sarebbe il primo rialzo BCE da settembre 2023.
Le aspettative sui tassi impliciti incorporano oltre al rialzo di giugno un secondo rialzo a settembre che porterebbe il tasso depositi al 2,50%, ed eventualmente un terzo a dicembre verso il 2,75%. Lo scenario base è di consolidamento dell’inflazione eurozona attorno al 2,9% per il 2026, con convergenza graduale al target del 2% nel corso del 2027.
I valori Eurirs ed Euribor attuali riflettono già larga parte di questo scenario. Una decisione BCE diversa dalle attese (es. rialzo di 50 punti base invece di 25, oppure decisione di non muovere i tassi) provocherebbe movimenti di mercato significativi nelle ore successive all’annuncio.
La posizione politica italiana: Giorgetti contro la stretta monetaria
Sul fronte politico italiano, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso pubblicamente nelle settimane recenti una posizione contraria a un rialzo dei tassi BCE, formulando l’invito esplicito a Christine Lagarde “no alla stretta monetaria”. La motivazione del governo italiano è che l’economia europea, e quella italiana in particolare, si trova in una fase di crescita debole, con il PIL eurozona 2026 stimato allo 0,8% e quello italiano attorno allo 0,9%-1,0%, e che un rialzo dei tassi rischierebbe di rallentare ulteriormente la crescita senza incidere sulle vere cause dell’inflazione (essenzialmente energetiche e geopolitiche, su cui la politica monetaria ha poco effetto diretto).
La posizione politica italiana riflette anche una preoccupazione specifica per i mutuatari italiani. L’Italia ha tradizionalmente una quota più alta di mutui a tasso variabile rispetto alla media europea, e un rialzo BCE si trasmette quindi in modo più diretto e visibile sulle rate delle famiglie italiane. Per il governo, un aumento delle rate dei mutui ha un costo politico e sociale immediato.
La decisione BCE non tiene formalmente conto delle posizioni politiche dei singoli governi nazionali, la BCE è statutariamente indipendente, ma le posizioni pubbliche dei ministri economici dei principali paesi europei Germania, Francia, Italia, entrano nel dibattito tecnico che precede ogni riunione.
Cosa significa per chi possiede o sta valutando un mutuo
Tre letture operative emergono dai movimenti recenti di Eurirs ed Euribor.
Per chi ha mutuo a tasso variabile
L’aumento dell’Euribor 3 mesi nelle ultime settimane si tradurrà nelle prossime cadenze di revisione (tipicamente trimestrali) in rate più alte. Lo scenario base è un aumento di circa 25-50 euro al mese entro fine 2026 per un mutuo di 200.000 euro a 20 anni residui, in funzione del numero e della dimensione dei rialzi BCE. Per chi può sostenere l’aumento senza tensioni di cassa, non sono necessarie azioni immediate.
Per chi è più sensibile alla variazione della rata, vale la pena fare il calcolo dell’aumento massimo sostenibile sul proprio bilancio mensile e valutare se la surroga al tasso fisso è una protezione coerente con la propria situazione.
Per chi ha mutuo a tasso fisso
Il tasso applicato al mutuo non cambia. La rata mensile resta quella stabilita al momento della stipula per tutta la durata del contratto. Le decisioni BCE successive sono irrilevanti per il proprio mutuo.
L’unica situazione in cui vale la pena monitorare i tassi è se si sta valutando una surroga inversa (dal fisso al variabile), ipotesi tipicamente sconsigliabile in fase di rialzi attesi come quella attuale.
Per chi sta stipulando un nuovo mutuo
I nuovi mutui a tasso fisso costano oggi circa 30-50 punti base in più rispetto a inizio 2026 per effetto della salita dell’Eurirs. I nuovi mutui a tasso variabile partono da TAEG intorno al 3,80%-4,00% per profili standard. La scelta tra fisso e variabile dipende dalle aspettative individuali sulla durata del ciclo di rialzi BCE e dal profilo di rischio del mutuatario.
Per chi privilegia la certezza di spesa, il tasso fisso resta la scelta naturale anche ai livelli attuali, considerando che storicamente i tassi fissi sotto il 4% sono comunque favorevoli rispetto alla media degli ultimi 20 anni.
Per chi privilegia l’efficienza di costo iniziale, il tasso variabile parte oggi leggermente più alto del fisso ma potrebbe scendere se nei prossimi 2-3 anni la BCE riavvierà un nuovo ciclo di tagli (scenario non escluso, ma non immediato).
Quanto cresce la rata: stime per il 2026
Le proiezioni Banca d’Italia e degli osservatori di mercato indicano che, se la BCE procede con i due rialzi attesi entro fine 2026 (giugno + settembre, eventualmente un terzo a dicembre), l’impatto medio sulla rata mensile di un mutuo a tasso variabile italiano è stimato in:
- +25-30 euro/mese dopo il primo rialzo (luglio-agosto 2026).
- +50-60 euro/mese dopo il secondo rialzo (ottobre-novembre 2026).
- +75-90 euro/mese in scenario di terzo rialzo a dicembre.
Le stime sono per un mutuo di 200.000 euro a 20 anni residui e variano in proporzione alla dimensione del mutuo e alla durata residua. Per mutui più grandi o più giovani (più anni residui), l’impatto è maggiore.
FAQ sui tassi Eurirs ed Euribor giugno 2026
Qual è la differenza tra Eurirs ed Euribor?
L’Euribor è il tasso di riferimento per i mutui a tasso variabile (scadenze brevi, 1-12 mesi). L’Eurirs (o IRS) è il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso (scadenze lunghe, 1-50 anni). I due tassi reagiscono in modo diverso alle decisioni BCE: l’Euribor risponde rapidamente alle variazioni dei tassi ufficiali, l’Eurirs incorpora le aspettative dei mercati sui tassi futuri e quindi si muove anche prima delle decisioni BCE.
Quali sono i valori Eurirs ed Euribor a giugno 2026?
A giugno 2026 l’Euribor 3 mesi è al 2,31% (riferimento mutui variabili) e l’Eurirs 20 anni è al 3,28% (riferimento mutui fissi lunga durata). Tutti i tassi sono in salita rispetto ad inizio 2026 per effetto delle aspettative di rialzo BCE.
Aumenteranno i mutui dopo la riunione BCE dell’11 giugno?
I mutui a tasso fisso sono già aumentati nelle scorse settimane per effetto della salita dell’Eurirs, che ha anticipato la decisione BCE. I mutui a tasso variabile aumenteranno nelle settimane immediatamente successive alla decisione, con cadenza tipicamente trimestrale per la revisione della rata.
Conviene fare un mutuo prima o dopo la riunione BCE dell’11 giugno?
Per i mutui a tasso fisso, l’aumento dell’Eurirs è già in corso da settimane: aspettare la decisione del 11 giugno non porta vantaggi e potrebbe portare ulteriori incrementi. Per i mutui a tasso variabile, il calcolo va fatto considerando le aspettative individuali sulla durata del ciclo di rialzi BCE.
Conviene fare una surroga adesso da tasso variabile a tasso fisso?
Dipende dal proprio profilo di rischio e dalle aspettative sulla durata del ciclo di rialzi. Più tempo passa, più gli Eurirs salgono, più costoso diventa il tasso fisso offerto in surroga. Conviene fare il calcolo puntuale sul proprio caso.
Quando si aggiornano i tassi Eurirs ed Euribor?
L’Euribor è calcolato e pubblicato ogni giorno lavorativo dall’European Money Markets Institute. L’Eurirs è calcolato e pubblicato ogni giorno lavorativo dalle principali borse europee. I valori più aggiornati sono disponibili sui portali specializzati (Facile.it, MutuiOnline, ABI).
Conclusioni
I tassi Eurirs ed Euribor di giugno 2026 confermano un mercato del credito in fase di transizione verso una nuova politica monetaria più restrittiva. L’Euribor 3 mesi al 2,31% e l’Eurirs 20 anni al 3,28% sono i livelli di riferimento attuali per il mercato italiano dei mutui, in salita rispetto ai mesi precedenti per effetto delle aspettative di rialzo BCE alla riunione dell’11 giugno.
Per chi possiede un mutuo a tasso variabile, gli aumenti delle prossime cadenze di revisione sono attesi nell’ordine dei 25-50 euro al mese entro fine 2026. Per chi sta stipulando un nuovo mutuo a tasso fisso, le condizioni sono peggiori di 12 mesi fa ma ancora storicamente favorevoli. Per chi valuta una surroga, la finestra per agire si sta restringendo progressivamente.
Fonti:
- European Money Markets Institute (EMMI) — Tassi Euribor
- Aggiornamento tassi Eurirs ed Euribor — Facile.it
- Banca d’Italia — Statistiche tassi mutui residenziali
- BCE — Calendario riunioni 2026












